Il Sepolcro di Pompeo dell’Uva: l’arte che celebra la vita e la morte
Pronti ad attraversare il tempo fino a raggiungere il XVI secolo? Il Museo Campano di Capua conserva al suo interno un tesoro nascosto che racconta la storia di Pompeo dell’Uva. Parliamo del Sepolcro realizzato dal maestro napoletano Francesco Cassano e commissionato dal nipote Vincenzo dell’Uva per onorare la memoria dello zio.
Il sepolcro è una testimonianza importante dell’arte di Cassano, attivo tra la fine del 1500 e i primi decenni del 1600. Considerato dai più, pioniere dell’arte scultorea di scuola napoletana, era in grado di infondere vita e realismo nelle proprie opere trasformando il marmo da preziosa materia a vero e proprio linguaggio d’espressione. Proprio nel sepolcro di Pompeo dell’Uva, il suo genio raggiunge l’apice. La figura di Pompeo è avvolta in un tipico abito cinquecentesco ed è adagiata su di un cuscino damascato. Il realismo è davvero sorprendente, la cura dei dettagli, l’espressione del suo volto, tutto rimanda a una intima riflessione sulla vita e sulla morte. Il protagonista è ritratto in un sonno profondo, ed è accompagnato da una serie di accessori che permettono di ricostruire l’identità di Pompeo e il contesto in cui visse. Parliamo del libro, dei guanti, del faldone e del piccolo Giacomo, nipote prematuramente scomparso, che stringe un lembo del drappo funebre e aggiunge un tocco di intimo affetto all’intera opera.
E tu la conoscevi?