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Curiosità Casapulla e Jorit: Il Murales contro il Razzismo della “Human Tribe”

Casapulla e Jorit: Il Murales contro il Razzismo della “Human Tribe”

A un tiro di schioppo dalla maestosità austera della Reggia di Caserta, un anonimo muro di Casapulla si è trasformato in un ruggente manifesto. L’autore di questa metamorfosi è Jorit, al secolo Ciro Cerullo, il titano della street art che sta ridefinendo il concetto di ritratto murale a livello globale.

Jorit non dipinge solo volti; incide icone. La sua è un’arte da collezione morale e collettiva, visibile nelle sue epiche rappresentazioni che spaziano da Che Guevara a San Gennaro, fino a Nelson Mandela. Ogni figura, celebre o ignota, reca il suo marchio di fabbrica: due strisce rosse dipinte sulle guance. Non un vezzo estetico, ma il sigillo indelebile della sua “human tribe,” il suo giuramento di fratellanza che annulla ogni confine.

Questa non è stata un’iniziativa calata dall’alto, ma la realizzazione di un’ossessione locale: la pallacanestro. Nel casertano, il basket non è solo uno sport, è un mantra, un’eredità storica che culminò con l’unico Scudetto vinto a Sud di Roma nel ’91. La stessa passione è pulsante tra le strade di Casapulla, culla di talenti.

L’impulso decisivo è venuto dalla visione di Gigio Rosa, conduttore e organizzatore di eventi, un residente che ha tramutato un sogno personale in un progetto civico. È stata la sua caparbietà a convincere Jorit a incanalare questa febbre sportiva in qualcosa di universale: il ritratto del basket si è fatto veicolo di un inequivocabile messaggio contro la piaga del razzismo.

L’opera è ormai permanente, un monumento bidimensionale finanziato da una speciale iniezione di fondi della Regione Campania (destinati alla promozione turistica e slegati dalle casse comunali). Quel muro, che fu per settimane un vero e proprio pellegrinaggio per centinaia di fan, oggi si erge non solo come opera d’arte, ma come il simbolo indiscusso che a Casapulla, la “tribù umana” ha trovato la sua capitale murale.