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Attualità La catarsi del presente: Longobardi alla Reggia di Caserta

La catarsi del presente: Longobardi alla Reggia di Caserta

C’è un momento in cui l’arte smette di raccontare il passato e comincia a interrogare il presente. È in quello spazio che si colloca Nino Longobardi alla Reggia di Caserta, catalogo che nasce dalla mostra dedicata all’artista tra il 2023 e il 2024 e che verrà presentato il 21 gennaio, nella Sala degli Incontri d’arte, alla presenza di Longobardi.

Ma il libro è soprattutto un ritorno a Terrae Motus, alla sua origine inquieta e necessaria. Longobardi è tra i protagonisti di quella collezione ideata da Lucio Amelio dopo il terremoto del 1980, un gesto curatoriale che trasformò la frattura in linguaggio e che dal 1993 trova casa nella Reggia di Caserta. Con Senza titolo, l’artista contribuisce in modo decisivo alla genesi di una raccolta che rifiuta la retorica commemorativa.

Dal 2020, la Reggia ha avviato un progetto di riallestimento delle 72 opere di Terrae Motus, reinserendole nel percorso museale e restituendo loro una presenza attiva. L’esposizione di Longobardi nella Quadreria si inserisce in questo processo, portando il suo immaginario essenziale e perturbante dentro un’istituzione che ha scelto di rinnovare il proprio rapporto con il contemporaneo.

Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, non si limita a documentare una mostra. È uno strumento critico, un luogo di rilettura. I saggi di Tiziana Maffei, Tomas Arana e Angela Tecce, insieme all’intervista all’artista curata da Olga Scotto di Vettimo, costruiscono una riflessione stratificata sull’opera di Longobardi, mentre le fotografie di Fabio Caricchia accompagnano il testo come una seconda voce, silenziosa e necessaria.

In questo libro, Terrae Motus non è più soltanto una collezione nata da una catastrofe: diventa una domanda aperta, ancora capace di generare senso.

Credits Onda Web tv